mud_2019

Modello Unico di Dichiarazione ambientale MUD 2019

Il modello unico di dichiarazione ambientale, relativo ai rifiuti prodotti, trasportati o smaltiti nel corso dell’anno 2018, è in scadenza per fine aprile 2019.

Lo studio Fabris Securitas srl è a vostra disposizione per la redazione e presentazione del MUD 2019.

Il termine di presentazione della pratica è fissato per il 30/04/2019.

Ricordo che tutti i produttori di rifiuti pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione dei relativi rifiuti pericolosi (olio esausto, accumulatori al piombo, filtri olio, solventi chimici, …).

I produttori di soli rifiuti non pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione solo se con numero superiore a dieci addetti.

I produttori di soli rifiuti non pericolosi, con numero inferiore a dieci addetti, non dovranno quindi presentare la denuncia.

Ricordo di provvedere puntualmente alla corretta registrazione di carichi e scarichi dei rifiuti pericolosi e non pericolosi mediante apposito registro di carico e scarico, e di effettuare almeno uno scarico all’anno dei rifiuti in giacenza presso l’azienda.

Non preoccupatevi, contattateci e vi saremo d’aiuto! Telefonateci allo 0434 921828 o inviateci una email a info@fabris-securitas.it

MUDD_f

Modello Unico di Dichiarazione ambientale MUD 2018

Il modello unico di dichiarazione ambientale, relativo ai rifiuti prodotti, trasportati o smaltiti nel corso dell’anno 2017 è in scadenza per fine aprile.

Lo studio Fabris Securitas srl è a vostra disposizione per la redazione e presentazione del MUD 2018.

Il termine di presentazione della pratica è fissato per il 30/04/2018.

Ricordo che tutti i produttori di rifiuti pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione dei relativi rifiuti pericolosi (olio esausto, accumulatori al piombo, filtri olio, solventi chimici, …).

I produttori di soli rifiuti non pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione solo se con numero superiore a dieci addetti.

I produttori di soli rifiuti non pericolosi, con numero inferiore a dieci addetti, non dovranno quindi presentare la denuncia.

Ricordo di provvedere puntualmente alla corretta registrazione di carichi e scarichi dei rifiuti pericolosi e non pericolosi mediante apposito registro di carico e scarico, e di effettuare almeno uno scarico all’anno dei rifiuti in giacenza presso l’azienda.

Non preoccupatevi, contattateci vi saremo d’aiuto! Chiamateci al 0434 921828 o inviate una mail info@fabris-securitas.it

 

Amianto

Contributi per bonifica amianto edifici di imprese

L’amianto è presente ancora in molti edifici, rimuoverlo e smaltirlo può avere un costo economico anche elevato, infatti, la rimozione deve essere realizzata da ditte specializzate e con personale formato, in più, trattandosi di un rifiuto speciale, l’amianto ha costi alti anche nella fase di smaltimento.
I costi previsti per la rimozione e lo smaltimento di questo materiale possono creare difficoltà economiche che, spesso, si decide di non farne di nulla e lascia il manufatto senza alcuna manutenzione con un peggioramento costante del suo stato di conservazione; purtroppo, non senza conseguenze, come ormai sappiamo, i manufatti in amianto, in stato di obsolescenza, possono creare effetti nocivi sulla salute.

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il 21 luglio 2017, il Regolamento per la concessione dei contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà di imprese.
“Si tratta di un passaggio di estremo rilievo – ha evidenziato l’assessore all’Ambiente Sara Vito – per estirpare la presenza dell’amianto da ogni insediamento d’impresa del Friuli Venezia Giulia, dalla più piccola alla più grande, in linea con un impegno prioritario di quest’Amministrazione. Prevenire le conseguenze dell’esposizione all’amianto è ancor oggi un impegno di capitale importanza per la salute dei lavoratori e richiede azioni incisive e definitive”.

Il regolamento fissa i requisiti dei soggetti beneficiari, il termine e le modalità per la presentazione delle domande di contributo, il limite massimo del contributo concedibile, le spese ammissibili, i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi e di rendicontazione della spesa.

Il finanziamento riguarda i seguenti interventi da realizzare dopo la presentazione della richiesta:
• trasporto e smaltimento materiali amianto (“ivi comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza”),
• analisi di laboratorio,
• piano di lavoro articolo 256 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,
• spese per certificazione articolo 41 bis della Legge regionale 20 marzo 2000 n. 7.
Non ammissibili le spese per la sostituzione di materiale rimosso e per rapporti giuridici. Il regolamento prevede che non possano beneficiare dei contributi le imprese in stato di scioglimento o liquidazione, le imprese destinatarie di sanzioni interdittive, le aziende che gestiscono servizi pubblici locali e le imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro.

Sono beneficiarie dei contributi
• le micro-imprese per un importo pari al 50 per cento della spesa riconosciuta ammissibile e per un massimo di 15mila euro;
• le piccole e medie imprese, nel 40 per cento della spesa ammissibile e per un massimo di 30mila euro;
• le grandi imprese, nel 30 per cento della spesa riconosciuta ammissibile e per un massimo di 40mila euro.

Non posso partecipare al bando le realtà in scioglimento, liquidazione volontaria o in procedure concorsuali, quelle che non hanno rispettato la normativa sulla sicurezza sul lavoro, imprese che gestiscono servizi pubblici locali, destinatarie di sanzioni interdittive.

Struttura competente è il Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia. Le domande vanno inviate per il 2017 entro il 2 ottobre. A regime, per gli anni successivi dal 1° al 28 febbraio.

La graduatoria prevede che sia data priorità alle domande che hanno per oggetto la rimozione e lo smaltimento di amianto friabile. In tutti i casi, saranno finanziabili gli interventi da realizzare successivamente alla presentazione della domanda.

Sul sito della Regione Friuli il Regolamento completo e i modelli necessari. http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/valutazione-ambientale-autorizzazioni-contributi/FOGLIA47/

Video_Sicurezza_PordenoneFiere

Regole per una corretta gestione dei rifiuti

Fabris Securitas vi ricorda quali sono le principali regole da seguire per una corretta gestione amministrativa dei rifiuti.

Video di presentazione:

 

Sono tenuti a compilare il registro di carico e scarico (mod. A) ai sensi dell’art. 190, comma 1 del D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche, e fino alla completa entrata in vigore del Sistri:

enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi,

enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c) [industriali] e d) [artigianali] del comma 3 dell’art. 184;[…].

I produttori di rifiuti devono acquistare un registro di carico/scarico rifiuti per ogni unità locale (luogo in cui si svolge l’attività aziendale di produzione dei rifiuti).

Il registro di carico e scarico rifiuti deve essere vidimato presso la CCIAA – Camera di Commercio, dell’Industria e dell’Artigianato territorialmente competente, al costo fisso di € 25,00 (diritti di segreteria).

Solo a seguito di vidimazione del registro, potranno essere effettuate le registrazioni di carico/scarico rifiuti.

I registri di carico e scarico sono tenuti presso ogni impianto di produzione.

I registri devono essere conservati almeno per 5 anni dalla data dell’ultima registrazione.

Il produttore di rifiuti deve riportare nel registro (come carico) il quantitativo di rifiuto esattamente prodotto, entro 10 giorni dalla produzione. Nel caso il produttore non possieda una bilancia/pesa, deve fare una stima di quanto sia l’ammontare di rifiuto.

Il produttore di rifiuti riporterà nel registro un movimento di “scarico” nel momento del conferimento del rifiuto a soggetti terzi (che lo avvieranno a recupero o smaltimento).

Un movimento di scarico può essere il frutto di vari movimenti di carico e si riferisce ad un singolo formulario di identificazione del rifiuto.

Una volta ricevuta la quarta copia del “formulario di identificazione del rifiuto”, nella quale è precisato se il quantitativo di rifiuto è stato accettato dallo smaltitore per intero o per differente quantità, il produttore verificherà la corrispondenza dei quantitativi di carico e scarico riportati nel registro. Questi devono essere uguali.

 Il quantitativo riportato nel registro come carico, sarà in caso modificato (barrandolo a penna e riportandovi vicino il quantitativo corretto), basandosi sul quantitativo scaricato.

La registrazione di uno scarico deve avvenire massimo entro un anno dalla registrazione di carico.

 

 

cellina

Bonifica dell’amianto lungo l’asta del torrente Cellina

Tra gli interventi per oltre 7 milioni di euro che la Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di finanziare nell’ambito della prevenzione del rischio idrogeologico in provincia di Pordenone, figurano anche la bonifica dell’amianto lungo l’asta del Cellina nonché l’avvio dello sghiaiamento del lago di Barcis come previsto dalla Protezione civile.

Si tratta di 24 lavori che verranno eseguiti lungo i corsi d’acqua del Friuli occidentale dal Consorzio di Bonifica Cellina Meduna.  “Questo aspetto – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Sara Vito – è uno dei punti qualificanti del progetto sul contrasto al rischio idrogeologico del territorio. Un meccanismo che deve diventare virtuoso affinché la manutenzione dei corsi d’acqua sia costante e puntuale“.

L’assessore ha poi ricordato come sia di fondamentale importanza il confronto con i sindaci per ricevere da loro, che presidiano il territorio, l’indicazione di eventuali criticità prima di mettere mano alla progettazione esecutiva” e ha annunciato che tra qualche mese la Regione farà un ulteriore aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori e  nuovi sopralluoghi per avere maggiore accortezza degli interventi programmati.

stress

Il rischio stress lavoro correlato

Il rischio da stress da lavoro correlato non è una vera è propria malattia, ma una serie di condizioni psico-fisiche relative al luogo di lavoro ed alle attività svolte dal lavoratore, che possono pregiudicare e compromettere la salute fisica e mentale di quest’ultimo.

Le trasformazioni e i ritmi frenetici della società contemporanea fanno emergere, anche all’ interno degli ambienti di lavoro, rischi nuovi per la salute e la sicurezza dei lavoratori che determinano la necessità d’ intervenire adeguatamente a tutela del lavoratore; fattori diversi quali l’ organizzazione, le modalità e gli orari di lavoro, impongono a tutte le aziende la necessità di approcciarsi correttamente allo scopo di migliorare le condizioni di lavoro.

Le conseguenze connesse ad ambienti di lavoro poco sicuri in merito a questo rischio hanno ripercussioni economico-organizzativi anche di rilievo.

Il rischio si presenta in maniera subdola e matura all’interno di luoghi di lavoro che presentano alcune caratteristiche particolari:

                    Condizioni di lavoro difficili o pericolosi

                    Lavoro notturno

                    Lavoro con scadenze e tempistiche particolari

                    Organizzazione del lavoro carente

                    Turn-over del personale

                    Limitazione nella espressione del proprio contributo nel processo decisionale

                    Carenza nel coinvolgimento negli obiettivi aziendali

                    Carenze comunicative

I campanelli di allarme dell’insorgenza di tali contesti possono essere:

                    Assenze ingiustificate e/o prolungate per malattia

                    Cause di lavoro

                    Controversie interne e sindacali

                    Diminuzione della produttività

                    Problemi comportamentali

Tutte le aziende, di qualsiasi dimensione, hanno l’obbligo (Ai sensi del D.lgs 81/2008) di effettuare una corretta valutazione di tale rischio, proprio per prevenire l’insorgenza di condizioni di lavoro che possono incidere negativamente sulla salute dei lavoratori nonché sulla produttività e l’immagine dell’azienda stessa.

Condividiamo il relativo filmato del AAS5 Friuli Occidentale interpretato da I Papu.

 

 

 

 

Amianto

Amianto

L’importanza di conoscere è la prima forma di prevenzione.

A fine febbraio 2017 è in programma un corso di formazione per “ADDETTO ALLE ATTIVITÀ DI RIMOZIONE AMIANTO E DI BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE” presso l’ente di formazione OSF di Pordenone friuli.fondazioneosf.it.

L’amianto è costituito da fibre che hanno la caratteristica di dividersi longitudinalmente, per cui mantiene questo suo aspetto fino alla dimensione di alcuni centesimi di micron (un micron è un millesimo di millimetro). Per questo è così pericoloso se inalato, infatti può entrare in profondità negli alveoli polmonari. L’amianto è pericoloso solo quando le fibre di cui è composto vengono inalate. L’amianto non emette radiazioni o gas tossici.

I rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente. Queste fibre disperse in aria possono essere inalate dall’uomo e le malattie che ne conseguono sono pertanto associate all’apparato respiratorio.

L’amianto è stato riconosciuto come un cancerogeno certo per l’essere umano.

I materiali più pericolosi sono quelli che rilasciano facilmente le fibre in aria e cioè quelli friabili, mentre molto più difficilmente le fibre sono cedute dai materiali compatti.

Pertanto il cemento-amianto (eternit), essendo un materiale compatto, è molto meno pericoloso dei materiali friabili.

I maggiori livelli di rischio si sono riscontrati negli ambienti di lavoro dove l’amianto veniva manipolato (produzione di cemento-amianto, spruzzatura di edifici o di mezzi di trasporto come i treni e le navi, produzione di tessuti, ecc.) e negli ambienti di vita dove è presente amianto spruzzato in cattivo stato di conservazione.

Per i materiali contenenti amianto compatto come le coperture degli edifici in cemento-amianto (eternit) il rischio è, in generale, molto basso ed è comunque legato allo stato di manutenzione dei materiali.

I materiali contenenti amianto compatto possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati.

2 MUD

Modello Unico di Dichiarazione ambientale MUD 2017

Il modello unico di dichiarazione ambientale, relativo ai rifiuti prodotti, trasportati o smaltiti nel corso dell’anno 2016 è in scadenza per fine aprile.

Lo studio Fabris Securitas srl è a vostra disposizione per la redazione e presentazione del MUD 2017.

Il termine di presentazione della pratica è fissato per il 30.04.2017: essendo un giorno festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno seguente non festivo, ovvero al 02.05.2017.

Ricordo che tutti i produttori di rifiuti pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione dei relativi rifiuti pericolosi (olio esausto, accumulatori al piombo, filtri olio, solventi chimici, …).

I produttori di soli rifiuti non pericolosi sono obbligati, pena rilevanti sanzioni, a provvedere alla presentazione della dichiarazione solo se con numero superiore a dieci addetti.

I produttori di soli rifiuti non pericolosi, con numero inferiore a dieci addetti, non dovranno quindi presentare la denuncia.

Ricordo di provvedere puntualmente alla corretta registrazione di carichi e scarichi dei rifiuti pericolosi e non pericolosi mediante apposito registro di carico e scarico, e di effettuare almeno uno scarico all’anno dei rifiuti in giacenza presso l’azienda.

Non preoccupatevi, contattateci vi saremo d’aiuto! Chiamateci al 0434.921828 o inviate una mail info@fabrisfulvio.it